11 dicembre, 2016

Viva la R.A.I ci fa crescere sani.. ultima parte


In attesa che gli uomini rientrassero dal lavoro, le donne “del vicinato” si riunivano sempre, in qualsiasi stagione. Durante le ore lunghe e tediose dei freddi pomeriggi invernali si alternavano in casa dell'una o dell'altra, ai primi tepori e nei nei caldi pomeriggi estivi cercavano fresco all'ombra delle piante nei giardini.
Chiacchieravano mettendo a confronto “problemi” del vissuto quotidiano : la casa, la famiglia, i figli, la cucina, i dolci per le feste, racconti dei tempi andati, nel frattempo, le mani erano impegnate a rammendare, cucire, ricamare, filare la lana con il fuso o a lavorarla con i ferri.... mai inoperose né mani, né lingua.
Noi bambini giocavamo nell'androne, se fuori pioveva, altrimenti sulla strada. Ai tempi era normale poiché le macchine, non si erano ancora impadronite di quel territorio così ricco di “input vivendi “
L'avvento della televisione modificò leggermente gli orari e arricchì di nuovi argomenti le chiacchierate “condominiali”
Poche famiglie possedevano il televisore. I primi in commercio avevano un prezzo poco accessibile ai redditi bassi degli anni '50.
Essendo molto sentito il senso della condivisione, dello stare insieme i fortunati che lo possedevano condividevano il piacere di vedere i programmi di “mamma R.A.I.”con chi non aveva la tivù, con la stessa spontaneità con cui si mettevano a disposizione, per il “ricevimento/ pranzo del fidanzamento o matrimonio di un/una giovane di una delle famiglie del gruppo, le tovaglie, i piatti i bicchieri, le posate.
Alle cinque pomeridiane riunione di bambini davanti alla tv.
Le famiglie, alla sera, cenavano prima del previsto e, dopo aver addormentato i bambini, gli adulti, ivi compresi i mariti, si recavano dal vicino “fortunato”
-e permesso, si può?-
chiedevano entrando dalla porta centrale per dirigersi verso la camera dove erano sistemate le sedie per accoglierli.
-Accomodatevi!...benvenuti!!
Ricevevano in risposta, come se non si fossero visti da tempo.

Quell'appuntamento alla sera era “diverso” dagli incontri durante il giorno, era l'appuntamento con mamma R.A.I.
Ogni incontro era come una festa di compleanno.
A turno si portava di quel che si aveva: fichi secchi, katò di mandorle tostate, castagne...sia per ricambiare l'ospitalità dei padroni di casa che per sgranocchiare insieme
Le trasmissioni che potevamo vedere anche noi bambini le ricordo con tanta malinconia : “lascia o raddoppia” con un incomparabile Mike Bongiorno, “il musicchiere” con Mario Riva...e i romanzi? “i miserabili” , “ottocento”... non scordo “il telegiornale” Diverse persone non avendo frequentato la scuola non sapevano scrivere ma nemmeno leggere.
Un “mezzo busto” dalla faccia credibilmente seria leggeva le notizie per tutti, descrivendo immagini di città sconosciute o conosciute solo per nome.
Mamma R.A.I. Aprì un corso di studio per “adulti analfabeti”... “non è mai troppo tardi” con il grande maestro Manzi che insegnò a leggere e scrivere anche ai “vecchietti” italiani
Si guardava , ascoltava, si partecipava con occhi meravigliati come di fronte ad una finestra aperta sul mondo della cultura, della musica, del rilassamento, dell'apprendimento
La tivù cultura alimentava nuovi argomenti pomeridiani tanto che le mani andavano sempre più veloci, quasi ad accorciare il tempo che li separava dall'inizio delle trasmissioni e poi c'erano da svolgere gli esercizi del maestro Manzi...tutti con il quadernetto, il lapis e la gomma ad esercitarsi seduti accanto ai bambini

Durò poco, come ogni bel sogno.
Tra gli anni sessanta,settanta una selvaggia industiralizzazione crea dei veri smottamenti nelle abitudini degli italiani
La televisione entra in tutte le case
Aumentano i canali, alla R.A.I. si affiancano le tivù commerciali, senza ad orario continuato e prive di fasce protetive
Mamma R.A.I. pian, pianino cresce come può, aumenta il numero dei canali, arriva il colore ma non basta, si adegua finchè soccombe sotto una valanga di tivù spazzatura

Per chiudere riporto una nota scrittami nel 2005 dalla madre di un mio alunno.
Gentile maestra
le chiedo di non interrogare la tabellina del due a mio figlio.......non ha potuto fare i compiti perchè, come anche lei saprà, c'era in televisione la serata finale del “GRANDE FRATELLO”
Cordiali saluti
seguiva la firma della mamma







2 commenti:

Enrico zio ha detto...

Povero bambino! Costretto a vedere "Il grande fratello"
Genitori scellerati e senza cuore.
Felice settimana, un abbraccio
enrico

maria antonietta Sechi ha detto...

ciao Enrico
grazie per il commento...
un abbraccio natalizio
mietta