04 dicembre, 2016

Attimi....Il Natale quando arriva, arriva...



La tele è accesa, prendo al volo un film che sta per cominciare e mi rilasso. Il tempo di leggere il titolo, il nome degli attori del “cast” e ...ed un'assordante pubblicità s'inserisce. Prendo il telecomando per fare zapping. Come da previsione, per cinque minuti su tutti i canali vi è la stessa pubblicità
E' tutta sul Natale.
Guardo ed ascolto con attenzione perchè sono curiosa di scoprire quale messaggio sul Natale un bambino può cogliere da tutte quelle immagini, canti, musiche fortemente e volutamente accattivanti. Voglio capire quanto del “messaggio” originale viene trasmesso dalla tele, la scatola magica che fa da baby-sitter, e a volte, molto spesso, sostituisce mamma e papà per diverse ore al giorno.
Il prodotto che maggiormente indica la festa del Natale è il panettone.
Il Natale è un'insieme di panettoni buoni...e festa sarà perchè consumando dei buoni panettoni si è tutti più buoni!!!
Mi sorge spontaneo un dubbio...ma Natale è la festa della bontà dei panettoni o dobbiamo essere tutti buoni e appetibili come i panettoni?
Ecco, c'è un Babbo Natale che invita a comprare prodotti che renderanno più bella la festa...Ma che si festeggia?
Lo scenario cambia. E, sarà Natale se si brinderà con bottiglie di spumante, avvolte, per l'occasione, in carta lucida, rossa, dorata.
Sotto un albero di Natale adornato di luminarie, luccicano pacchetti regalo tra i quali profumi che risvegliano assopiti sensi, decantati da una voce roca che sfuma nella fantasia.
Famiglie felici, papà e mamme sorridenti, deliziosi bimbi con in braccio il cagnolino vestito a renna chiedono – ma oggi è Natale?-
Rispondono dolcemente – nooo, ancora no!
Dalla lontana Pasqua arrivano, perfino, trenini di ovetti di cioccolato...tutto invita comprare, comprare, spendere, spendere
Perchè a Natale bisogna essere felici.....perchè Natale quando arriva arriva.
Ma chi è questo Natale? Perchè tanta festa? Quando arriva poi rimarrà per sempre gioioso nelle case o sparirà e tutti riprenderanno a correre nervosamente...- dai sbrigati che arrivi tardi a scuola!- mangia la zuppa!- se non ti sbrighi ti arriva uno sculaccione-.
Papà non trova i calzini nel cassetto e baruffa con la mamma che mi trascina con una mano perchè siamo in ritardo, con l'altra s'infila il cappotto e intanto tiene tra i denti la cartella con il lavoro per l'ufficio..
Natale dev'essere qualcuno veramente importante ... rende tutti felici e buoni.
Spengo la tele e cerco nella memoria i miei Natali di bambina.
Non c'era la televisione.
Tutto l'anno aspettavamo il Natale, perchè sarebbe nato Gesù Bambino.
Il figlio di Dio, bambino come noi!!!!
Egli la notte tra il 24 ed il 25 Dicembre avrebbe portato dei doni ai bimbi buoni.
Essere buoni, per noi bambini, era un impegno costante tutto l'anno ma a Dicembre ci mettevamo più impegno perchè Gesù si fermasse accanto al lettino e dopo averci accarezzati ci lasciasse un regalino.
Qualche giocattolino ma, soprattutto, capi di vestiario.
Le scarpette nuove o il cappottino, un vestitino da indossare e mostrare ai compagni alla Messa del giorno di Natale, quella celebrata per i bambini.
La settimana che precedeva il Natale le mamme preparavano i dolci.
All'uscita dalla scuola si correva a casa, passando per le vie che profumavano di biscotti, pirichiti, papassini ...ed era già il profumo del Natale.
Ad ogni consegna della mamma ubbidivamo immediatamente, senza farle ripetere la richiesta due volte.
Così si facevano velocemente i compiti, non si litigava tra fratelli, non si faceva la spia, non si dicevano parolacce e alla sera, buoni, buoni ci si lavava e andava a letto. Anche la mamma era più serena.
Il 23 Dicembre avevano inizio le vacanze natalizie.
Tutto il giorno ad eseguire i compiti per le vacanze intanto che la mamma riordinava e tirava a lucido la casa.
La mattina del 24 iniziava la festa.
La mamma tirava giù, da sopra l'armadio, lo scatolone con le statuine di gesso del presepe.
Dal cortile si portava, in un angolo della sala, la cesta con il muschio che il babbo aveva raccolto durante le uscite nel bosco a caccia di lepri e selvaggina.
Per terra mettevamo del cartone, con le buste del pane fatte di robusta “cartastraccia” preparavamo le montagne, dopo averle appallottolate.
I rimanenti spazi si coprivano con il muschio, con la farina si segnavano i sentieri sterrati che avrebbero condotto verso la capanna della natività.
La capanna. Sento ancora l'emozione di allora, quando porgevamo legnetti, cortecce di sughero, e paglia per costruirla.
Poi ogni bambino, a turno, metteva le statuine spiegando la motivazione della scelta fatta.
Giuseppe e Maria avevano il posto obbligatorio accanto alla culletta di paglia in attesa del Bimbo Gesù che, il babbo sistemava al tocco della mezzanotte quando, cacciato il sonno invadente, si cantava “Tu scendi dalle stelle...”
Alle loro spalle il bue e l'asinello e poi sparsi i pastori le pecore , il contadino, il cacciatore...Con lo specchio si faceva il laghetto per le papere, e con la carta velina rossa si “accendevano” i fuochi. Accanto alle montagne, casette di cartoncino formavano il paese prescelto da Dio, Betlemme. Accanto alle casette si sistemavano i laboratori dei mestieri, il fabbro, il calzolaio...Più si riempiva il presepe più ci luccicavano gli occhi, nel cuore la gioia e tutt'intorno l'amore del Natale fermentato dai canti e dalle preghiere che mamma c' insegnava.






2 commenti:

MikiMoz ha detto...

Bellissimi i tuoi ricordi.
Anche i miei natali attuali non sono più come quelli di una volta.
Cerco sempre di mantenere lo spirito (non sono nemmeno cristiano, figurati: intendo quello dello stare assieme, giocare, la famiglia riunita, film, cartoon, serate, amici...) però la magia del Natale appartiene solo ai bambini^^

Moz-

maria antonietta Sechi ha detto...

ciao Moz
grazie per essere passato nel mio blog.
A presto
un abbraccio
mietta